Revolutionary Road - Gli opposti si distruggono....

Voto: (4 / 5)
Revolutionary Road è la nuova fatica di Sam Mendes, "quel" Sam Mendes di American Beauty, uno dei premi Oscar alla regia più inspiegabili della storia del cinema (IMHO).
Revolutionary Road è la storia di una coppia, delle proprie ambizioni e non ambizioni, delle proprie paure inghiottite da una normalità a cui, due personalità opposte ed inspiegabilmente unite non riescono a far fronte, in un dramma continuo che non può davvero lasciare indifferenti.
La prima cosa che mi sento di dire, dopo averci dormito su, è che questo è un gran film. (continua...)
Duro da digerire. Ad un primo approccio parlerei di "pugno allo stomaco". Ma non nel senso di qualcosa di terribile da vedere, un impatto dovuto ad immagini dolorose.
Il male di questa storia sta proprio nella sua normalità.
Il pugno allo stomaco è figlio di una storia "normale", portata all'estremo, di una famiglia che non c'è, che sembrerebbe assurda ad una prima visione (in sala ho sentito rieccheggiare frasi tipo "questa è pazza....") ma che in verità sento vera e viva anche nella nostra società.
Molti sono gli spunti di un film basato sull'immoralità della vita moderna, estratta assurdamente da ogni affetto, dall'assenza costante di amore, parola spesso evocata in tutto il film, ma che traspare e si rivela solo nel finale del film, finale che rappresenta la vera rivoluzione, attesa e agognata per tutta la pellicola: la scoperta dell'affetto, dell'importanza delle persone.
La straordinarietà del film vive sul dualismo tra April (Kate Winslet) sognatrice delusa ma con la volontà e la percezione di voler cambiare le proprie sorti avverse e Frank (Leonardo Di Caprio) uomo "normale", figlio delle proprie piccole cose, la cui stabilità stride con la latente insoddisfazione nell'osservare tutto quello che si trova di fronte.
Quello che appassiona e che al tempo stesso sconvolge, in tutta la pellicola, è la normalità.
Una normalità tragica in cui il film si dibatte, pervaso da una costante cappa di rabbia e delusione. Lo stato morale della pellicola rimane sempre lo stesso per l'intera durata del film ed è sconvolgente trovare che i protagonisti, nelle vicissitudini che affrontano, non riescono mai a cambiare rotta, come un treno su un binario morto senza conducente, fino alle tragiche e inevitabili conseguenze.
Un film duro di cui si potrebbe davvero parlare tanto e che fa riflettere sullo scorrere dei giorni, sull'adattarsi delle persone alle proprie vite e sul fin troppo retorico bisogno di amore, che scivola via dalle mani nel momento in cui ci si rende conto della sua necessità.

dentro una bella casa. la

dentro una bella casa. la normalità di tutti i giorni.
bellissimo film. mi ha stretto lo stomaco!