Voto: 



(3,5 / 5)

La surreale storia di precarietà di Virzì presenta molta virtù e qualche vizio. Il film, narrato con il piglio di una favola, racconta la storia di Marta, laureata cum laude in filosofia, che vede scontrarsi frontalmente le proprie ambizioni con il mondo del lavoro precario, presentato come un mondo "fantastico" fatto di orchi, streghe e di tanti tanti disperati convinti a volte di aver trovato la fortuna in un lavoro da telefonista.
Il piglio della storia e il tipo di racconto sono sicuramente singolari e la prima impressione che ho avuto è stata che il film in qualche maniera, non raccontasse molto di nuovo rispetto a tutto quello che è il precariato.
Superato lo smarrimento per la forma di rappresentazione, si scoprono aspetti del film che lo rendono profondo e introspettivo, mostrando alcuni fili conduttori (assenza di veri rapporti umani, eccessi emozionali, protagonisti costantemente di corsa) che rappresentano stilemi incarnati da tutti i personaggi legati, sia nel film che nella vita reale, al precariato." (continua...)